I motivi per cui l'elettrico ha fallito
Il de-profundis di Stellantis in borsa del 6 febbraio 2026 (-25% ovvero quasi 5 miliardi di euro) ha certamente più cause. Una gestione manageriale pessima. Ma come riportato dal comunicato aziendale la fetta più grossa di questo tonfo è dovuto ai costi per i modelli elettrici.
Stellantis fa i conti come gli altri. Persino Ferrari mesi fa ha subito lo sconto per questo, l'invento di una motricità solo elettrica portò ad un tonfo per altro ancora oggi non rimarginato.
Nei forum e nelle bacheche è come entrare con il fiammifero acceso in una polveriera. Anche perché gli "elettricisti" sono oramai religiosamente schierati, e si inventano qualsiasi balla negazionista per schivare i colpi del mondo reale.
Le auto elettriche non si vendono. Ma non di poche percentuali, non si vendono a livelli che non possono a non portare ad un'analisi di totale fallimento industriale.

Fare una BEV (Battery Electric Vehicles) ha dei costi altissimi, a dispetto di una complessità costruttiva ridotta. Il problema si concentra tutto sulle batterie, e su di esso ruota tutto. Questo porta alla considerazione che anche in economia di scala più produttiva il prezzo non potrà scendere, anzi paradossalmente salirà. Si è tentato di tutto, addirittura arrivando al "travaso" dei costi sulle endotermiche con due scopi. Scaricare realmente i costi delle BEV, ed ingannare i clienti facendo credere che il prezzo delle vecchie termiche sia paragonabile alle elettriche. La cosa poteva funzionare in un mondo di fessi, ma le cose stanno diversamente.
Andiamo avanti con le note negative, una vettura con batterie al litio ha una durata già segnata. Quello delle batterie, che le usi o non le usi, poiché il sistema è autodegradante per principi chimici. E' come se per le vecchie auto a benzina si usurassero facendo chilometri anche quando stanno ferme.
C'è poi il problema dei consumi. I "vecchi" endotermici avevano una metrica, il consumo medio, dove il valori delta massimi e minimi discostavano relativamente poco. Cioè se avevo fatto il pieno e andavo in montagna d'inverno avrei consumato di più, sapendo di completare il chilometraggio previsto. Nel caso delle batterie le cause che vanno a modificare questo valore sono tantissime, ed incido in modo esagerato, ovvero arrivando anche a superare il 60% la stima prevista sulla media. Che a questo punto di fatto diventa un valore totalmente insignificante, tanto è vero che ogni BEV oramai ha un sistema informatico complesso per auto-calcolarsi gli stop.
Il problema consumi è anche sul fronte costi, perché con l'innnalzamento dei prezzi sulle ricariche, oggi una BEV ha un costo chilometrico più elevato di un vecchio benzina. E questo senza calcolare i tempi morti di chi gli tocca stare fermo 40 minuti nel parcheggio di qualche fast-food o centro commerciale.
Non ultimo i consumi si potranno riverberano anche dall'altro lato della colonnina. La rete elettrica nazionale non è minimamente pronta, e la progressione del solare rischia di essere totalmente vanificato proprio dalle BEV. Cioè tradotto terra terra, il solare non basta tocca riaccendere le vecchie centrali a carbone.
Ci sono altre mille sfaccettature, ma quelle sopra già bastano per far decidere al consumatore consapevole o meno.


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