RE: [ENG/ITA] What's Going On, Hive?
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Più che altro, l'importante è che i governi e il fisco non ci mettano lo zampino al punto da finire di affossare l'intera piattaforma. Perchè l'anno scorso hanno iniziato a fare le pulci sul valore di ogni cripto (inclusi i millemila microtoken) perchè non espresse in ciascuna moneta di ciascun paese dove hive opera. Quest'anno, via il tipu, pena salate tassazioni. Il nostro collega @giuatt07 ci sta giustamente allertando riguardo a futuri SPID e KYC (che inevitabilmente allontaneranno dalla piattaforma tutti gli utenti italiani, o meglio, probabilmente in generale europei dell'eurozona senza partita IVA) che i governi pretenderanno. Il progetto sarà pure bello quanto vogliamo (e credimi che se appassisse mi troveresti in prima fila ai funerali perchè significherebbe la perdita della casa editrice virtuale sulla quale più faccio affidamento, una tragedia di non poco conto), ma soprattutto i proprietari dovranno trovare la via per riuscire a farla sopravvivere a dispetto di questa guerra dei governi che nei fatti ci vorrebbero tutti quanti impiegati sotto padrone (non mi sbalordirebbe affatto che sia proprio questo lo scopo primario di tutti i bastoni tra le ruote all'autonomia, anzi, senz'altro è proprio questo). L'autonomia gli ha sempre dato fastidio, dato che fa concorrenza alle infami multinazionali che servono e riveriscono da leccastivali, come si dice in America latina.
La cosa triste di HIVE (il suo basso valore) in questo momento forse è proprio ciò che la può tenere al sicuro: mi sembra strano che i Governi, soprattutto quelli europei, possano interessarsi ad una piattaforma così piccola, con forse qualche migliaio di utenti attivi (di cui italiani quanti? Magari neanche qualche centinaio) e dove il guadagno medio ammonta giusto a qualche decina di dollari al mese... poi che ci siano normative generiche che tecnicamente richiedono di fare adeguamenti (di fatto impossibili ed insostenibili, visti i costi che ciò comporterebbe, ben superiori ai minuscoli guadagni che realizziamo qui) quello sì, ma sarebbe davvero assurdo andare oltre, con normative rivolte ad hoc a realtà come quella di Hive (e soprattutto con controlli volti a farle rispettare, che avrebbero un costo immensamente superiore ai guadagni che potrebbero recuperare...).
I controlli semmai ci saranno sui contribuenti il cui estratto conto presenta bonifici riguardanti cifre che per forza di cose non possono essere dichiarate (o comunque non possono essere dichiarate correttamente). Se dovesse a qualche utente arrivare una letterina del fisco a chiedere spiegazioni sull'origine di quelle cifre, sarà un casino dimostrarne la legalità, essendo state versate in assenza di p. IVA e di emissione di fattura. E qui su hive a chi diamine si fattura? La rogna infame sta nelle leggi (antiche e mai modificate dagli anni quaranta e ovvio che leggi tributarie su commercio e servizi nate negli anni quaranta non combinano più con la realtà di oltre ottant'anni dopo) sulla presunzione di guadagni altissimi se sei automono e ovviamente un blogger (che per le leggi italiane ha l'obbligo di aprire p. IVA) è un lavoratore autonomo. In paesi come le Filippine, ma pure del quarto mondo come la Nigeria, non si sognano neppure di simili infamie e a dispetto del fatto che il governo dell'ultimo paese menzionato è tra i più corrotti a livello mondiale.